The Locker Room

A TESTA ALTA?

19 marzo 2016 Coppe, Europa, Speak About

Se non troveremo alibi, allora avremo compiuto il primo passo per poter tornare tra i più grandi. L’Italia ha abbassato la testa, è stata spazzata via in modo perentorio da Champions ed Europa League nell’anno in cui doveva tornare a splendere, alzando finalmente un trofeo, visto quanto ci eravamo andati vicini la stagione precedente. Prestissimo e in un modo così netto dal rendere obbligatoria almeno una riflessione: calpestati in un momento campale per il nostro calcio, finiti al tappeto proprio quando avremmo dovuto tenere la guardia più alta.

Poca fortuna nei sorteggi? Sicuramente. Ma per vincere non può sorridere sempre la fortuna. Non eravamo stanchi, semplicemente impreparati e svogliati. E la vetta d’Europa la si conquista non mollando di un centimetro.

L’eliminazione che ha fatto più rumore è stata quella della Juventus perchè forse è la squadra che ha dato maggiormente l’impressione di battersi per l’impresa; ha anche accarezzato l’idea di potercela fare, prima raggiungendo il Bayern, avanti per 0-2 nel match dello “Juventus Stadium”, poi travolgendo gli uomini di Guardiola nel primo tempo della gara di ritorno. I bianconeri probabilmente hanno peccato nello svegliarsi troppo tardi e poi pensare fosse fatta troppo presto. Il Bayern non ha ripetuto l’errore, anzi ha come preso spunto dalla determinazione dimostrata dagli avversari nella gara di andata e ha raggiunto la qualificazione ai quarti di finale di Champions con fatica ma senza improvvisare niente. Ad Allegri viene adesso rimproverato di aver avuto poco coraggio, di aver fatto troppo presto una sostituzione che ha finito col condizionare le sorti della partita. Richiamare in panchina un ispiratissimo Morata segna idealmente per la Juventus l’inizio della fine; la squadra abbassa il baricentro, Mandzukic che teoricamente avrebbe dovuto provare a far reparto da solo pur garantendo alla sua squadra maggior sacrificio in fase di ripiegamento, finisce con lo schiacciarsi troppo. La Juventus accusa il pressing dei bavaresi e si arrende quando alla fine manca davvero pochissimo. Ai supplementari ad imporsi è il vigore di due goal recuperati, l’orgoglio di averlo fatto proprio nel finale quando si era meno lucidi e più stanchi. Martellante, avvolgente, a chiudere il match ci pensa un giocatore che sotto alcuni punti di vista è all’antitesi con il calcio tedesco, ottimamente rappresentato dai due precedenti marcatori, Muller e Lewandowski. Un uomo espressamente voluto dal tecnico spagnolo che il prossimo anno potrebbe volerlo ancora con lui in Inghilterra; passa il Bayern che a differenza della Juventus, ha trasformato la gara di Torino in una lezione. Stessi errori per Fiorentina e Napoli, che si sono trovate davanti compagini di tutto rispetto ma hanno finito col soccombere ai propri errori. Per quanto riguarda la Lazio, sarebbe quasi il caso di parlare di un perverso ammutinamento. Sbadate e distratte hanno sperperato un’occasione importantissima. Da questa domenica di campionato si torna a lottare per scrivere il finale di una stagione comunque bellissima e che speriamo porterà in Europa squadre davvero competitive.