The Locker Room

TATTICaMENTE

14 giugno 2016 Competizioni, Europa, Speak About

Dopo i primi novanta minuti tricolore di Euro2016, una grande conferma: l’Italia è ancora maestra di tattica. L’esserci trovati davanti il Belgio di Marc Wilmots che praticamente è riuscito a non azzeccarne neppure mezza ci ha poi enormemente spianato la strada. Lukaku dentro, preferito ai più rapidi Carrasco e Mertens che per lo meno non avrebbero dato punti di riferimento ad una difesa che effettivamente non ha avuto grossi problemi a controllare la punta dell’Everton. Un patrimonio fisico e tecnico al quale per novanta minuti non vediamo far altro che sventagliate sprecise, goffi recuperi e tre contropiedi.

Quel che stupisce dell’Italia di Lione è l’assoluta abnegazione ai dettami di Conte, il quale non a caso già quando si era trattato di far scelte ufficiali non aveva ritenuto opportuno portare i migliori in assoluto ma i più idonei. Fin dal fischio iniziale l’Italia sembra spiazzare il Belgio, affrontandolo fatalmente sull’intensità. Gli Azzurri aggrediscono insistentemente gli avversari di maggiori qualità e il Belgio ben presto finisce col rinunciare all’idea di voler imporre il proprio gioco anche perchè a sostegno di tutta quella tecnica e quella fisicità non ci sono né idee e né passo.

Così mentre la squadra 2° nell’attuale Ranking FIFA presta disperatamente il fianco, l’Italia non spadroneggia ma individuati i corridoi giusti li imbocca: un lancio col contagiri di Bonucci trova praticamente pietrificata la retroguardia belga che persasi pure Giaccherini, lucido nella conclusione e soprattutto perfetto nello stop, rimanere a guardare Courtois venire infilato.

Nella ripresa gli unici patemi ce li auto-confezioniamo: il Belgio teoricamente più forte e praticamente più svogliato della storia cerca di rialzare la testa ma in realtà è l’Italia che concede inspiegabilmente qualche ripartenza di troppo. L’intervento dalla panchina è istantaneo; dentro De Sciglio al posto di uno spento Darmian e soprattutto dentro Immobile al quale viene data licenza di attaccare ogni spazio. Adesso il Belgio ferito torna a barcollare, l’Italia controlla e poi nei minuti finali chiude i giochi con Graziano Pellè. Guerrieri, instancabili, coraggiosi. Un esordio ottimo soprattutto se è questa la vera solida identità dell’Italia di Euro 2016. Quella dei giocatori e soprattutto quella di Antonio Conte, perfettamente entrato in empatia con il gruppo, lucido e capace di dare direzione e personalità ad una squadra pur senza la possibilità di un quotidiano lavoro sul campo. Il numero uno del Belgio, in almeno due occasioni determinante, ha affermato che tatticamente l’Italia ha sbranato gli avversari travolti anche dall’aggressività e dalla corsa degli Azzurri; insomma, nonostante lo spot burlone (e autolesionista) con cui la stampa belga aveva presentato la partita “Gli italiani parlano con le mani, noi con i piedi”, l’Italia conferma di essere presente quando conta davvero.

Dovranno gesticolare ancora un bel po’ prima di farci lezioni di calcio!