The Locker Room

SPIGOLATURE

4 dicembre 2015 Italia, Seria A, Soccer Lab

E’ arrivato Tippete a Trigoria. O per lo meno è arrivato il suo pranzo. 50 kg di carotine fresche. “Buon appetito conigli”, questo il testo che recitava lo striscione apparso fuori dal centro sportivo giallorosso alla ripresa degli allenamenti della squadra di Garcia.

La sconfitta casalinga contro l’Atalanta e soprattutto il “batostone” europeo contro il Barcellona non sono risultati esattamente graditi ai tifosi che si sono in primis risentiti della mancanza di carattere e di mordente nell’atteggiamento di una squadra apparsa come sconfitta ancor prima di entrare in campo. A commentare l’accaduto per la società è stato il direttore sportivo Sabatini naturalmente non entusiasta del pinzimonio: “Abbiamo bisogno di critiche educate. Non ci facciamo prendere dalla depressione, ci rimetteremo a posto. Ci dobbiamo fidare della squadra”.

Ad attaccare a testa bassa la propria squadra è stato invece il Presidente del Palermo Zamparini, il quale ha definito indegni i novanta minuti disputati dai suoi nell’impegno di Coppa Italia contro l’Alessandria. Effettivamente gli uomini di Ballardini hanno passato il primo tempo praticamente a passeggiare. Meglio nella ripresa, quando il tecnico ormai stremato dall’apatica prestazione dei suoi, ha deciso di operare qualche cambio, riuscendo però troppo tardi ad accorciare le distanze ed approfittare del naturale calo di ritmo dei piemontesi, organizzati, ordinati e perfetti interpreti di una gara dove però il Palermo ha obbiettivamente concesso tantissimo.

Aria di sabotaggio nei confronti d progetto tecnico di Zamparini ? Effettivamente alla notizia dell’esonero di Giuseppe Iachini, i giocatori avevano palesato un certo dispiacere dimostrando grande stima nei confronti di un mister al quale invece il patron rosanero imputava uno scarso entusiasmo proprio nei confronti del valore della rosa messa a sua disposizione. “Iachini aveva fatto il suo tempo. Diceva che la squadra era scarsa…” aveva tuonato il vulcanico Presidente che adesso minaccia ritorsioni verso chi contro l’Alessandria si è dimostrato svogliato e approssimativo.

A Firenze invece squadra e tifosi sono apparentemente tranquilli. Stretti,stretti attorno al sogno di un impronunciabile traguardo, i viola guardano al futuro con lo stesso ottimismo ed equilibrio con il quale Sousa ha analizzato i tre pareggi consecutivi contro Empoli, Basilea e Sassuolo. Insomma un allenatore che ha il coraggio di cambiare in corsa, la competenza di arginare con precisione chirurgica l’emergenza e l’umiltà di dire “Ho sbagliato formazione, tornassi indietro la cambierei sicuramente” dopo averne azzeccate quindici, non è proprio merce comune. E allora cosa succede? Succede che a tener banco c’è l’illogico interrogativo del turn over. Sousa ne fa troppo? O ad essere sbagliate sono le scelte? E ancora, cosa si direbbe se ne facesse troppo poco? Addirittura una teoria che sta trovando seguaci è quella che vede la gara contro l’Empoli come una sorta di “origine del male”. Troppi cambi, una formazione rivoluzionata quasi totalmente rispetto a quella che due settimane prima aveva passeggiato a Marassi sulla Sampdoria. Questo ha portato al doppio svantaggio, costringendo Sousa a schierare quell’artiglieria pesante a cui appena tre giorni dopo sono stati chiesti novanta minuti di fantasia, corsa e sacrificio contro il Basilea. E se ci metti quella sciagurata espulsione al 26′ della prima frazione che ha costretto tutti agli straordinari, ecco confezionata una prestazione dai due volti a Reggio Emilia contro il Sassuolo.

In generale invidio molto chi guarda al calcio come ad una scienza esatta. Chi pensa che per ogni situazione valga una e una sola regola e si pronuncia su tutto solo perchè per tutto abbiamo inventato una definizione. La verità è che orrore, orrore, le Coppe europee danno blasone proprio come danno acido lattico e infortuni. Che il turn over alle volte non funziona proprio come le idee che ci si erano fatte pensando di preparare al meglio una partita.