The Locker Room

SEMI…FINALE A SORPRESA.

3 marzo 2016 Coppe, Italia, Speak About

Le squadre erano le stesse di tre giorni prima. Le stesse dell’andata. Anzi l’Inter si ritrovava praticamente tutta la difesa titolare squalificata. E’ l’atteggiamento ad essere diverso. La Juventus prende il primo goal troppo presto considerando che l’Inter era apparsa più viva del solito fin dai primi minuti. L’errore di Neto trasforma così le ambizioni e le speranze, uno spiraglio nel quale i nerazzurri intuiscono la luce infondo al tunnel, considerando oltretutto che questa volta gli uomini di Allegri non reagiscono colpo su colpo. Arranca la Juve. Eppure basterebbe segnare un goal per condannare l’Inter ad un tentativo di rimonta che a quel punto sarebbe stato pressochè impossibile.

Niente da fare. Nella ripresa, quando la squadra di Mancini si riversa in avanti alla ricerca disperata del terzo goal, Zaza riesce ad affondare nei venti metri avversari con un paio di ripartenze che mettono in seria difficoltà la retroguardia nerazzurra, salvata dal palo.
Luci e ombre sulla prova dei due portieri, entrambi riserve di Buffon e Handanovic. Una parata importante per parte nei tempi supplementari salva le rispettive compagini dalla beffa finale ma sia per Neto che per Carrizo l’impressione è che le differenze tra titolari e rincalzi, per sicurezza e precisione, sia notevole soprattutto negli appuntamenti che contano.
Mancini per la prima volta in questo campionato probabilmente, prepara la partita senza pensare al contropiede come unica proposta di gioco per i suoi; l’emergenza in difesa lo costringe a non piazzarsi precisamente a specchio con la Juventus e l’assenza prima di Felipe Melo, poi di Kondogbia, uscito infortunato al termine dei primi 45 minuti, gli fanno rispolverare tutto l’estro e la fantasia che in estate aveva fortemente preteso e poi aveva deciso categoricamente di segregare in panchina.

“A me gli 1-0 piacciono molto, soprattutto perché fanno parlare la gente….” aveva sentenziato Mancini a Gennaio, mezzo secondo prima che la voragine di non-gioco inghiottisse la sua credibilità e tutti i suoi successi di misura.

Alla luce della prestazione dell’Inter nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, sembrerebbe proprio che un po’ di coraggio in più ed un atteggiamento meno rinunciatario, siano una strada percorribile non solo idealmente. Senza considerare che questa è la prima partita del Mancini bis a Milano, in cui non viene sonno. Anche i telecronisti Rai erano belli emozionati infatti; Marchisio sui social rifila alla coppia Tramezzani – Cerqueti, un bel tweet al veleno dopo che i telecronisti avevano considerato il fallo di Zaza non come un contatto falloso di gioco ma come un calcione gratuito. “Ammonizione di Zaza… Dicono che ha scalciato. Telecronaca fatta da un non vedente”, precisando che la sua polemica non era per il giallo, indiscutibile, ma a difesa del compagno di squadra nel cui comportamento effettivamente non si rileva una condotta antisportiva. Un uscita comunque lunga, considerando che la Juventus non è una squadra così bistrattata dai media. Comunque ieri Tramezzani e Cerqueti erano effettivamente fuori controllo; spesso tacciati di non dare abbastanza enfasi in telecronaca, la squadra RAI ieri sera, aveva più garra dell’Inter dopo il 2-0. E infatti i nomi sono stati un problema, visto che non ne hanno azzeccati uno. Più passavano i minuti più aumentavano le Z e le S. Brozzzzovic, Pericicic, Zazzzà (da un certo punto in poi ci piazzano anche un bell’accento), Carrizzzzo, Palassssio. Senza considerare il nuovo centrale lituano dell’Inter del quale non sapevamo nulla: Giuangiegius.

Ai rigori vince la Juventus. Palassssio prende la traversa e Carrizzzzzo non para nemmeno uno dei cinque (centralissimi) rigori calciati dai bianconeri. Passa la Juventus. Per fortuna Mancini è guarito dall’afonia della sconfitta e in piena forza può andare a prendersi i complimenti. Buona finale.