The Locker Room

QUESTIONE DI AMBIZIONE

2 gennaio 2017 Europa, Mercato, Speak About

Una delle motivazioni principali che nei mesi scorsi avevano spinto Axel Witsel a trovare un accordo con la Juventus pareva fossero legate ad una questione di merito e ambizioni: lo Zenit S. Pietroburgo che aveva riempito di milioni il Benfica mettendo sul tavolo della trattativa l’intera clausola rescissoria, garantendo al giocatore stesso uno stipendio piuttosto importante, non aveva saputo centrare l’obiettivo principale che la società si era data ossia raggiungere posizioni di prestigio nell’Olimpo del calcio che conta, la Champion League.
Talentuoso jolly della mediana, duttile, fisicamente prestante e tecnicamente completo, Witsel risulta sempre essere un giocatore chiave del Club russo ma sentendosi addosso gli occhi delle grandi Europee, inizia sospettosamente a titubare quando i dirigenti dello Zenit gli sottopongono le offerte di rinnovo. Quando decide di parlare chiaro tutti avevano già capito. Fondamentalmente il problema sono le ambizioni: nella fredda Russia il giovane ventisettenne non sente la spinta, il fuoco sacro della battaglia, si sente relegato ad una realtà sportiva di Serie B inconcepibile per i suoi compagni di Nazionale De Bruyne, Nainggolan, Courtois e Hazard.
La società non lo asseconda neppure un minuto, anzi quando la Juventus la scorsa estate si presenta con un’offerta più che vantaggiosa considerando che il giocatore nel Giugno 2017 sarebbe andato via a parametro zero, gela la trattativa annunciando un rifiuto a oltranza. Il giocatore rimane in Russia da separato in casa con tanto di proclami d’amore al Club bianconero al quale può anche andar bene risparmiare diversi milioni sul mercato ma che rimane con un po’ d’amaro in bocca perchè di acquistare un centrocampista con quelle caratteristiche vi era l’effettiva necessità immediata e soprattutto perchè l’affare sembrava praticamente concluso.
Succede però che sulla finestra del mercato di Gennaio si affacci la Cina: tanti soldi e confuse idee su come spenderli (praticamente tutti in giocatori offensivi). Ecco che una nuova realtà, dopo il terremoto degli sceicchi, smuove il calcio e crea nuove “fantavalutazioni” alle quali i Club Europei non possono certo rilanciare. Ed ecco che Witsel l’ambizioso trova un maxi accordo economico, si affranca dallo Zenit grazie ad un compenso spropositato considerando la sua situazione contrattuale e fa i bagagli per la Cina.
“Ha scelto i miliardi” titolano i giornali. In realtà mi sembra che questo sia il filo conduttore che unisce le ultime due scelte lavorative di un giocatore eccellente ma che è ambizioso soltanto nel conto in banca. Calcisticamente la Russia del 2012 è la Cina di adesso. Sarà indubbiamente un’ “esperienza di vita” ma a ventisette anni non può rappresentare un’esperienza formativa dal punto di vista professionale per un giocatore con quei margini. Tra un paio di anni, forse prima, lo risentiremo rammaricato a cercare un rilancio in Nazionale, una nuova occasione in Champions League. Tenendo conto dell’ingaggio.