The Locker Room

IL MILAN CHE NON C’ERA.

13 aprile 2016 Italia, Seria A, Speak About

L’esonero più annunciato degli ultimi cinque anni. Arrivati ad Aprile alcuni si erano illusi che a traghettare faticosamente la squadra fino alla fine di Maggio sarebbe stato lo stesso Mihajlovic, che prima del KO di Reggio Emilia contro il Sassuolo, era riuscito a risollevare l’umore dell’ ambiente e il livello delle prestazioni dei rossoneri, evitando di emulare il disastro compiuto un anno fa da Inzaghi. Ma neppure la vittoria con tripletta nel derby aveva placato le ire di Silvio, per il quale questo Milan non è mai stato abbastanza. Poco offensivo, poco organizzato, poco Milan. Non all’altezza. “Mai così male – ha tuonato il Patron rossonero – questa scelta è stata presa per senso di responsabilità.”

Al suo posto Christian Brocchi, esordiente in Massima Serie e in generale nella carriera di allenatore; un profilo che pare piacere tantissimo a Milanello, salvo poi far piazza pulita, causa inesperienza.

Le parole di Mihajlovic sanno di resa e capirai la novità… sicuramente non c’è da attribuirgli tutte le responsabilità della mancata rinascita rossonera, ma praticamente è da Settembre che sentiamo ripetergli gli stessi tre concetti col tono arrendevole di un condannato di fronte al plotone di esecuzione (ma il suo forte non era la grinta?). Certo Silvio non ha fatto niente per farlo sentire a suo agio sulla panchina del Milan, non riconoscendogli neppure il raggiungimento della finale di Coppa Italia o soprattutto il merito e il coraggio di aver lanciato in prima squadra Gianluigi Donnarumma, diventato in pochi mesi un patrimonio di prospettive incredibili, che tutta Europa gli invidia.

Fa pensare comunque il fatto che l’unica reazione degna di nota, Sinisa l’abbia avuta soltanto contro la futura Signora Boateng, Melissa Satta che durante Tiki Taka aveva parlato di una presunta mancanza di serenità nello spogliatoio del Milan che invece “un grande uomo come Brocchi” sarebbe in grado di riportare. “Io non sono razzista, ma penso che le donne non dovrebbero parlare di calcio perché non sono adatte”. E capirai… Berlusconi ti ha fatto saltare in padella come una sogliola alla mugnaia e quando vieni cacciato, dopo una sconfitta contro la Juventus e soprattutto una settimana di ritiro forzato, hai il piede caldo solo per rispondere alle parole di una valletta e niente per Berlusconi e Galliani? Mi auguro si sia espresso male e che chieda scusa. Non tanto per la Satta, che tira l’acqua al mulino del suo uomo panchinaro, ma per tutte le donne che giocano e allenano e scrivono di calcio e magari hanno avuto anche meno licenziamenti di Mihajlovic.

Per il futuro del Milan la situazione è grigia; soprattutto perchè la serenità dovrebbe essere riportata non tanto nello spogliatoio ma nelle stanze del potere. Il Milan ha bisogno di un progetto e di continuità, due componenti che furono determinanti per costruire il Club più titolato al Mondo. E se Brocchi riuscisse in questo, sarebbe un vero fenomeno