The Locker Room

IL DITTATORE

15 settembre 2016 Italia, Seria A, Speak About

Il calcio è fatto di storie. E’ questo in sostanza il messaggio al centro dello spot in onda da qualche giorno sui canali Sky Calcio e Sky Sport per presentare la prossima stagione sportiva. E tra le tante storie che ruotano attorno al mondo del calcio, il video privilegia quelle di quei calciatori che ormai per raggiunti limiti di età hanno appeso come si dice in gergo “gli scarpini al chiodo” ma che proprio non riescono a sentirsi ancora ex, trasmettendo quindi quotidianamente la loro passione per questo sport nei vari ambiti della vita quotidiana.
Sono molti i volti della Serie A che ogni giorno popolano gli studi di Sky e naturalmente sono altrettante le loro storie: ecco, la storia di Di Canio è nota a tutti. Anzi è ed era nota soprattutto a Sky, una gruppo che neppure troppi anni fa trasmetteva le immagini dell’attaccante laziale che festeggiava un goal facendo il saluto romano sotto la curva dei suoi tifosi.Spunta fuori un tatuaggio e apriti cielo.Personalmente non apprezzavo l’esultanza di Di Canio come non apprezzavo quella di Cristiano Lucarelli e tutti gli altri gesti che provano a politicizzare il mondo del calcio, una realtà che da comizi e parate è bene resti sempre separata. Non posso comprendere quindi come si possa addirittura avere simpatie di regime e riconoscersi anche in minima parte in teorie deliranti che hanno portato alla morte e alla persecuzione di milioni di persone. Ma questo non c’entra niente sulla presenza a Sky di Di Canio che in studio o in telecronaca non hai mai fatto apologia fascista. Il fascismo è incostituzionale, avere un opinione personale no. Di Canio scontò una squalifica dopo l’episodio del saluto romano ossia una sospensione temporanea dall’attività di calciatore.In questo caso mi sembra di capire che bastava fargli indossare una maglia con le maniche lunghe. O magari non assumerlo considerando comprensibilmente il personaggio in questione come non in linea con la politica di Sky: perchè diciamocelo, anche mettendo da parte storia e politica, Di Canio è stato spesso autore di esternazioni che hanno spaccato l’opinione pubblica, così forti da essere molto spesso discutibili. Uomo di fair play che ferma un’azione rinunciando a segnare il goal vittoria per il West Ham per consentire al personale sanitario di soccorrere il portiere dell’Everton. Coriaceo e impetuoso a tal punto che durante una partita non si controlla e tocca il direttore di gara il quale goffamente scivola a terra in modo esagerato: poco importa perchè arriva comunque una maxi squalifica che Di Canio accetta senza ricorsi.

Di Canio è una persona con la quale non parlerei di storia e di molte altre cose, ma immagino sia stato assunto per parlare di calcio, tenendo anche conto del suo passato e delle sue mai nascoste tendenze politiche.
Lo giudicherò un pericoloso predicatore fascista quando lo sentirò in veste di opinionista dire in televisione qualcosa a riguardo. Per ora l’unica decisione fascista e ipocrita non è stato lui a prenderla.