The Locker Room

ETERNAMENTETOTTI

20 aprile 2016 Italia, Seria A, Speak About

Francesco Totti è il regalo che gli Dei del calcio hanno fatto alla Roma e ai romanisti. Non a tutte le tifoserie viene concesso questo.
Totti non è solo i suoi quasi duecentocinquanta goal con la maglia giallorossa, non è solo lo Scudetto del 2001, non è solo il Mondiale del 2006, non è solo la Scarpa d’Oro del 2007. Non è la fascia di Capitano a neppure ventidue anni, non la maglietta del “Vi ho purgato ancora” del “Sei Unica”, il dito in bocca, il selfie sotto la Sud dopo la doppietta nel derby. Non è la maglia numero 10. Totti non è il cucchiaio, non è gli applausi di tutto il “Luigi Ferraris” dopo un goal da cineteca, non è la voglia di giocare a calcio e divertirsi in qualsiasi momento della sua vita lo si sia visto entrare in campo. E se Francesco Totti non è solo tutto questo, traguardi che se anche presi singolarmente pochi colleghi possono vantare, perchè parlare di lui solo in merito alla querelle con Spalletti?

Francesco Totti è fortissimo.E non solo nella tecnica, nell’esperienza e nell’intelligenza tattica. Totti ha la forza mentale e il carisma del Capitano, la tempra di chi sfida l’uragano con tre goal in due partite.

La faida Spalletti contro Totti non ha ragione di esistere per il semplice fatto che entrambi lavorano per un unico fine: il bene della Roma. Luciano Spalletti è in assoluto il miglior allenatore che la Roma abbia avuto negli ultimi dieci anni, o per lo meno quello che ha proposto idee di calcio reali, concrete, forti, ottenendo risultati senza rinunciare a far giocare bene la squadra. Spalletti deve pensare al bene della Roma e quindi anche a quello di Totti, cercando di gestire al meglio il suo potenziale ma anche i suoi anni. E se ci si limitasse a guardare i risultati delle ultime settimane, diremmo che tra goal e assist, la missione è compiuta. Il problema è il clima: le parole di Spalletti, freddo, glaciale, perentorio. Ridimensiona il goal di Totti a Bergamo, ne riduce la prestazione contro il Bologna al “Ne ha fatte una bene, se ne faceva tre, potevamo far tre goal.” E così tutta l’opinione pubblica che aveva voltato le spalle a Spalletti due mesi fa, quando magari le decisioni del tecnico andavano per lo meno rispettate, hanno guardato con sospetto il Capitano. Spicca su tutti l’articolo di Dotto su Gazzetta dello Sport, che tuona “ Se c’è oggi un nemico della Roma, questo si chiama Francesco Totti. Suona male? Malissimo. Una bestemmia? Enorme. Ma qualche volta i blasfemi sanno quello che imprecano. Non credete alle manfrine e ai tapiri. Il problema resta, più che mai, in una città più tottista che romanista. C’è solo un capitano. “Per fortuna che ce n’è solo uno…” Sta uccidendo Totti. DI sicuro sta uccidendo i suoi allenatori uno a uno.”

E’ vero, a volte l’amore rende ciechi. Ci saranno state volte in cui Totti pensando di agire per la Roma ha agito per Francesco. Come ci saranno state occasioni in cui anche per Spalletti, l’orgoglio è stato un cattivo consigliere.

Ma se l’amore è uno solo, come gli obiettivi e le ambizioni, con un bravo allenatore, una squadra costruita con lungimiranza e con una leggenda, la storia da scrivere non potrà essere che bella.