The Locker Room

ANNO NUOVO, “FRIULI” NUOVO.

6 gennaio 2016 Italia, Speak About, Stile

Un piccolo gioiello in una città che oltre a misura di persona conferma di essere una splendida realtà a misura di calcio. Il nuovo Stadio Friuli, dopo aver ottenuto nei giorni scorsi l’agibilità, saluta la diciottesima giornata di campionato, la prima del 2016, con il successo dei bianconeri per 2-1 sull’Atalanta e soprattutto con la conferma che tra due settimane, il match contro la Juventus vedrà la completa apertura dell’impianto.

 «È una giornata storica per tutti – ha commentato direttore amministrativo e project manager Rigotto –, tanto che la decisione della commissione è stata accolta da tutti con un applauso. Il lavoro per arrivare qui è stato lungo, abbiamo ancora alcuni interventi da realizzare, perché vogliamo che lo stadio sia un punto di riferimento 365 giorni l’anno»

Un binomio, quello tra Club e città che a Udine funziona e che dimostra unità di intenti, la volontà e la capacità di sfruttare ogni opportunità di crescita. Una pianificazione che non si ferma all’inaugurazione di dimenica pomeriggio ma che ha in programma nuovi ampliamenti; entro la fine del 2016 infatti, sarà operato un ammodernamento della facciata della tribuna e chiusi i due lati a spigolo con le nuove curve. Forte l’ispirazione al cosiddetto “modello inglese” con l’eliminazione delle ringhiere e del fossato che divide la tribuna dal campo oltre allo spostamento delle panchine, rialzate e avvicinate così al pubblico.

 Si godono quindi con grande merito questo eccellente successo imprenditoriale e sportivo la famiglia Pozzo e le autorità del Comune di Udine. E nel vedere lo splendido risultato conseguito con il “varo” del nuovo “Friuli”, viene naturale domandarsi il perchè molti Club italiani trovino così tante difficoltà quando si decide di investire nelle infrastrutture e nel territorio. Il calcio come patrimonio di una città? Così dovrebbe essere. Sempre più spesso le proprietà si trovano a dover scontrarsi contro veri e propri “muri di gomma” senza volto e senza nome ma forti abbastanza per rimandare a mai il futuro.

La verità è che questa strategia porterà l’Italia ad uno sciagurato ritardo rispetto all’Europa sia sul piano dell’organizzazione infrastrutturale sia su quello della vivibilità, precludendo qualsiasi tipo di ambizione futura; di che se ne dica, l’assegnazione delle Olimpiadi del 2024 è pura e semplice utopia. L’Italia non è pronta per mentalità.

E’ questa la costante che dovrebbe più preoccuparci.